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Regole della strada: dal 10 novembre si cambia!

Le sorprese per gli automobilisti non sono finite: dal casco, al foglio rosa, alle aree di sosta, vediamo quali sono le nuove regole del Codice della strada.

Il Nuovo Codice è stato approvato il 4 novembre in Senato e dal 10 novembre è effettivo, continua a leggere per essere aggiornato e non rischiare sanzioni.

Nuove regole della strada

  • Casco: il casco è obbligatorio sempre e chi guida è responsabile se il passeggero non indossa il dispositivo di protezione, a prescindere dall’età.
  • Parcheggiare negli spazi appositi dei disabili, ha sempre comportato una multa, ma le nuove regole prevedono il raddoppio dell’importo della sanzione e una triplicata sottrazione dei punti
  • Parcheggi: i comuni possono con ordinanza del sindaco riservare spazi alle soste temporanee o permanenti per categorie speciali di veicoli, dalle auto dei vigili urbani ai veicoli adibiti al trasporto delle persone con disabilità alle strisce rosa, cioè le aree parcheggio per donne in gravidanza.
  • Soste auto elettriche: per le auto elettriche è permessa la sosta nei pressi della colonnina di ricarica solo il tempo necessario al rifornimento, calcolato in un’ora.
  •  Cellulari alla guida: vengono elencati tutti i dispositivi, smartphone, tablet, computer, che comportano il momentaneo allontanamento delle mani dal volante distraendo il conducente.
  • Foglio Rosa: il foglio rosa vale 12 mesi, anziché 6 e in caso di bocciatura l’esame di guida per la patente B può essere ripetuto tre volte.
  • Chi ha conseguito la patente di guida può guidare auto più potenti con a fianco una persona con meno di 65 anni e patente B da almeno 10.
  • Per quanto riguarda i monopattini, il limite di velocità è ridotto a 20 km/h, è previsto l’obbligo di avere indicatori di direzione, stop e freni, ma non si è arrivati a un accordo sull’uso del casco obbligatorio.
  • Vietate poi le pubblicità sessiste o violente sulla strada, qualunque cartellone arrechi danno alla libertà e pensiero altrui viene subito rimosso.

Ulteriori novità riguardano i blocchi stradali, i trasporti in condizioni eccezionali, le auto e i monopattini a noleggio, ti invitiamo a consultare l’elenco completo sul sito del Ministero.

Dune Buggy: il ritorno di un mito

La Dune Buggy, resa famosa in Italia da Bud Spencer e Terence Hill “…altrimenti ci arrabbiamo!”, ritorna sulle scene. Attualmente infatti è in fase di produzione il remake del film e questo strano veicolo, simbolo di libertà e divertimento, non poteva certo mancare.

Nata negli Stati Uniti appositamente con lo scopo di essere guidata nella sabbia, la Dune Buggy col tempo è diventata un’icona della cultura pop occidentale. In Italia è stata resa famosa grazie al suo impiego in alcuni film, primo fra tutti, “…altrimenti ci arrabbiamo!”, del 1974 con Bud Spencer e Terence Hill, dove questo veicolo dalla capote gialla assume il ruolo di vera protagonista della pellicola.
Chi di voi non ha mai visto e rivisto questo classico della cinematografia italiana?

Senza dimenticare poi la colonna sonora degli Oliver Onions, l’iconica e orecchiabile “Dune Buggy”.

“Come with me for fun in my buggy, come along let’s go for the hell of it”.

Ve la ricordate?

Recentemente l’attore Christian De Sica ha annunciato la produzione di un remake di questo film. Certo, potrebbe rappresentare un’operazione rischiosa, ma ancora se ne sa troppo poco per giudicare. Quello che però sappiamo è che attualmente stanno girando alcune scene all’interno del bosco di Manziana e, per la felicità di tutti, la presenza della Dune Buggy rossa sembra essere confermata!

Scopri altre 5 auto che hanno fatto la storia del cinema e della tv italiana

Un po’ di storia

La Dune Buggy è un veicolo inizialmente destinato a marciare sulla sabbia, ma negli anni sessanta diventa una delle icone legate all’estate, al divertimento e al surf.

Solitamente le automobili, come la Volkswagen Maggiolino, erano private della carrozzeria esterna. In questo modo, con le dovute regolazioni, guadagnavano in leggerezza e riuscivano a circolare in spiaggia senza affondare nella sabbia.

Come potete immaginare le prime Dune Buggy erano macchine improvvisate, realizzate artigianalmente e senza cura nell’estetica. Almeno fino al 1964, anno in cui Bruce Meyers realizza la Manx, la prima vettura di questo tipo dotata di carrozzeria.

Gli anni ’sessanta/settanta erano gli anni della contestazione e questi veicoli, considerati simboli di libertà, si diffusero velocemente. Pensate che solo negli Stati Uniti all’epoca le unità presenti erano più di 20000!

La Dune Buggy di “…altrimenti ci arrabbiamo!”

Nel film “…altrimenti ci arrabbiamo!” Di  Marcello Fondato, le azioni di Bud Spencer e Terence Hill ruotano attorno a una Dune Buggy rossa con cappottina gialla realizzata dalla casa automobilistica italiana PUMA.  

Questo veicolo era composto dal telaio di un Maggiolino, a cui era stato montato un motore da 1192 cc e 41 CV, un motore di tutto rispetto che garantiva una velocità massima di 130 Km/h.

Nonostante la fama ottenuta con l’uscita del film, l’azienda produttrice PUMA non ebbe però vita facile. Nata nel 1968 con sede a Roma, la Puma era specializzata nella vendita di kit per Dune Buggy, auto sportive e macchine personalizzate basate sul telaio del Volkswagen Maggiolino. Negli anni ’90 però, dopo una serie di alti e bassi fu costretta a chiudere i battenti poiché, dopo il 1993, le norme di omologazione stavano diventando sempre più restrittive.

Nonostante gli anni passati, ne siamo sicuri, sentiremo ancora a lungo parlare di Dune Buggy!

Tutti a bordo. Breve guida alle patenti nautiche


Per poter prendere il largo a bordo della propria imbarcazione è necessario aver prima conseguito la patente nautica. Ma quanti tipi di patenti nautiche esistono? Ed è sempre necessario conseguirla per navigare? Vediamolo assieme.

In Italia quella della navigazione è tradizione antichissima e ora che è arrivata l’estate è ora di prendere il largo. Per chi sta pensando all’acquisto di un’imbarcazione è necessario conseguire la patente nautica. O almeno una di esse, perché ne esistono di diverso tipo.

Quanti tipi di patenti nautiche esistono?

Secondo la legislazione italiana, le patenti nautiche possono essere suddivise in tre categorie distinte.

  • Categoria A. È la licenza più richiesta. Una volta conseguita permette di condurre e comandare natanti e imbarcazioni da diporto. Per chi non fosse a conoscenza della differenza tra i due termini, con natanti da diporto intendiamo le unità a remi o con scafo della lunghezza inferiore a 10 metri mentre con imbarcazioni da diporto invece quelle dalla lunghezza compresa tra i 10 e i 24 metri. Comprese tra queste unità vi sono inoltre le moto d’acqua.
  • Categoria B. Una volta presa questa licenza si possono condurre o stare al comando di unità di diporto, ovvero imbarcazioni a vela o a motore di lunghezza inferiore a 24 metri. Per richiederla è necessario aver prima conseguito da almeno 3 anni la patente A senza limiti dalla costa.
  • Categoria C. Permette di comandare e condurre unità da diporto dotati di determinati dispositivi elettronici. Questo tipo di patente è destinato a persone portatrici di patologie particolari.,

Le patenti A e C possono essere dedicate alla conduzione di unità entro le 12 miglia marine dalla costa oppure, a richiesta, senza limiti di distanze.

Quando scade la patente nautica?

Una volta conseguita la patente nautica, questa ha la validità di 10 anni dalla data di rilascio e scade il giorno del compleanno. Gli anni di rinnovo comunque sono variabili in base all’età del richiedente.

Il rinnovo infatti va effettuato:

  • Ogni 10 anni per chi ha meno di 50 anni.
  • Ogni 5 anni per chi ha meno di 70 anni.
  • Ogni 3 per coloro che hanno un’età compresa tra i 70 e gli 80.
  • Ogni 2 anni per chi ha più di 80 anni.

Eccezione viene fatta per la patente C. In questo caso infatti il rinnovo deve essere effettuato ogni 5 anni.

Cosa importante: il rinnovo deve essere effettuato solamente presso lo stesso ufficio da cui è stata rilasciata la patente nautica e solo se la richiede il titolare.

Si può navigare senza patente nautica?

La risposta è sì, anche se presenta notevoli limitazioni. Infatti senza alcuna patente è permessa la navigazione entro le sei miglia dalla costa e con imbarcazioni dal motore sotto i 30 kw con cilindrata inferiore a 750 cc. Inoltre l’imbarcazione non dovrà superare i 24 metri di lunghezza.

Importante tenere a mente che l’età minima per navigare è:

  • 18 anni di età per le imbarcazioni da diporto
  • 16 anni per i natanti
  • 14 anni per i natanti a vela con superficie velica superiore ai 4 metri quadrati e per unità a remi entro 1 miglio dalla costa

Pronti a salpare?

Carrozzeria: come proteggerla dalla salsedine

Il sole e la salsedine possono rovinare la carrozzeria.

La bella stagione è alle porte e finalmente potremo tornare di nuovo in spiaggia. Sei pronto?
Una volta arrivato a destinazione però fai attenzione a dove parcheggi l’automobile. Il caldo e la salsedine potrebbero dar noia alla carrozzeria!


Consigli utili per tutelare la carrozzeria al mare

Il parcheggio

Quando si va al mare, la salsedine si deposita sulla vettura, è inevitabile! Piccolo trucco: parcheggia con la parte posteriore del mezzo rivolta in direzione della spiaggia. Se ne hai la possibilità, inoltre, copri direttamente la macchina con un telo, che protegga il veicolo da ogni agente esterno ed eviti anche di far surriscaldare l’abitacolo.

Il caldo è un altro fattore da tenere in considerazione. In mancanza di un telo, per filtrare la forte luce solare, puoi comunque utilizzare un parasole da parabrezza, proteggendo così le superfici interne.

Il lavaggio dell’auto

La salsedine nel lungo periodo può danneggiare i metalli e farli arrugginire.

Per questo motivo, anche se può sembrare un’esagerazione, ogni volta che lasci l’automobile parcheggiata vicino alla spiaggia, dovresti lavarla. Anche un semplice risciacquo, l’importante è che venga rimosso il sale depositato sulla carrozzeria.
Ricorda però di non utilizzare acqua calda: il calore non scioglie la salsedine, ma semplicemente la sposta in altre zone dell’automobile.

Gli interni dell’automobile

Come accennato prima, le alte temperature possono logorare gli interni del veicolo. Certo rientrare da una vacanza al mare con la macchina insabbiata non è il massimo, vero?
Per questo motivo, sono molto utili i copri sedili e l’utilizzo di un aspiratore che rimuova efficacemente tutti i granelli.
Se è la salsedine a intaccare la tappezzeria, è consigliato utilizzare prodotti a schiuma secca, che vanno a rimuovere lo sporco del tessuto senza rischiare di rovinarlo.

Piccoli gesti, che ci faranno preservare la nostra fidata amica di viaggio!

In auto in Italia: le mete più belle

L’Italia è un paese ricco di storia, di tradizioni e di posti meravigliosi.
Ovviamente fare una lista dei luoghi da dover visitare assolutamente almeno una volta nella vita è davvero difficile, ma ci proviamo lo stesso, ben consapevoli di avere omesso davvero tantissime altre opzioni.

Ecco 5 itinerari da percorrere in auto

Basilicata Coast to Coast

Nel 2010 la Basilicata ha raggiunto una grandissima visibilità nazionale grazie al film di Rocco Papaleo “Basilicata coast to coast”. Un meraviglioso film corale, delicato, suggestivo, che riesce nell’obiettivo di far scoprire al grande pubblico le bellezze di una delle regioni meno conosciute d’Italia.
Bagnata da due mari, la Basilicata ha da offrire al turista una varietà e un numero davvero elevato di luoghi da dover visitare. Molti percorsi partono da Maratea, incantevole borgo sul mare considerato la Perla Blu del Tirreno, ma poi scegliere un posto in favore di un altro è davvero difficile.
Soprattutto se con l’automobile abbiamo la possibilità di spostarci rapidamente.

In un viaggio del genere, comunque, non si possono non visitare due luoghi fondamentali: Matera, capitale della cultura europea 2019, e Craco, piccolo borgo ormai quasi disabitato.
Cerca di visitare CastelMezzano. Paese riconosciuto come uno dei borghi più belli d’Italia e spesso citato come esempio di bellezza italiana dalla stampa internazionale, è un luogo che ti lascerà davvero a bocca aperta.
Senza contare che a CastelMezzano è possibile fare il “volo dell’angelo”.
Di cosa si tratta? Vai a vederlo con i tuoi occhi.

viaggio in auto verso Maratea
Maratea

Lago di Garda

Situato ai piedi delle Alpi, il lago di Garda (o Benaco) rappresenta una delle mete più amate dai turisti italiani.
I dati geografici sono ben noti: è il lago più grande d’Italia, ha una dimensione di 368 km quadrati e si trova in mezzo a tre regioni, Veneto, Lombardia e Trentino Alto-Adige.
La sua costa è percorribile grazie a una delle strade panoramiche più belle e suggestive della penisola. Durante questo percorso puoi trovare antichi borghi, paesaggi incontaminati, spiagge e montagne.
Certo, raggiungere questi luoghi in auto è un po’ complicato: le strade sono tortuose, strette e molto trafficate.

Ogni borgo ha la sua storia da raccontare. Tremosine, con le sue 18 frazioni, Malcesine, Borghetto sul Mincio… paesaggi medievali che sembrano provenire direttamente da un libro di favole.
Pronto per quest’esperienza?

Tremosine, da raggiungere in auto
Tremosine

Il giro dell’Umbria

L’Umbria, grazie ai suoi paesaggi incontaminati e selvaggi, è considerata il cuore verde d’Italia. Essendo una regione prevalentemente montuosa, caratterizzata dalla presenza degli Appennini, le strade interne sono tortuose e vanno percorse prestando molta attenzione.
Fidati, ne varrà comunque la pena!

L’Umbria infatti non è solo natura incontaminata. Ricchissima di piccoli borghi medievali incastonati fra le montagne e meravigliose città d’arte, questa regione è la meta perfetta per una vacanza all’insegna della storia e della tradizione. Chi non ha mai sentito parlare dell’incredibile bellezza di Perugia, di Todi, di Assisi e di Gubbio?

E già che sei in viaggio, fermati a gustare le prelibatezze culinarie locali: il tartufo nero, i salumi di Norcia, il cioccolato di Perugia.
E questo è solo l’inizio: scopri l’Umbria e fai un viaggio indietro nel tempo!

Assisi, da visitare in auto
Assisi

Costiera Amalfitana.

La costiera Amalfitana, nella provincia di Salerno, non ha certo bisogno di presentazioni. Un vero e proprio paradiso naturale che affaccia sul mar Tirreno e, dal 1997, riconosciuto dall’UNESCO come “Patrimonio dell’umanità”.

Questa zona comprende 13 piccoli comuni, alcuni di essi parte integrante della cultura popolare italiana come Amalfi e Positano.
La costiera amalfitana è arte, cultura, tradizioni, spiagge meravigliose e delizie gastronomiche.
Per fare un tour completo della zona, il modo migliore rimane quello di utilizzare l’automobile, ma fai attenzione al percorso tortuoso e al traffico in alcuni periodi dell’anno.

Positano da visitare
Positano

Le cinque terre

Ora passiamo alla Liguria e alle “Cinque Terre,” la costiera in provincia di La Spezia che comprende Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia (frazione di Vernazza), Riomaggiore e Manarola (frazione di Riomaggiore).
Cinque borghi, “terre” infatti è il nome che anticamente andava a indicare i borghi, che rappresentano una delle destinazioni più amate d’Italia, senza dimenticare che dal 1997 l’UNESCO li considera “Patrimonio dell’umanità”.
Unico neo alla visita di queste splendide zone, il fatto che i parcheggi sono davvero esigui e riservati spesso ai residenti.

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Vernazza

Facci sapere se quest’estate sceglierai una delle mete che ti abbiamo suggerito.

Leggi anche come viaggiare in auto con i bambini in tranquillità qui.

Foglio Rosa, esercitarsi alla guida

Superato l’esame di teoria, il candidato riceve il foglio rosa, un documento provvisorio che serve per esercitarsi con il veicolo in vista dell’esame di pratica.
Attenzione, guidare con il foglio rosa ovviamente comporta moltissime limitazioni.

Foglio rosa: come comportarsi alla guida

Il conseguimento della patente è una tappa importante nella vita di ognuno di noi.
La possibilità di guidare rappresenta indipendenza, libertà, ma è anche responsabilità.
La conduzione di un veicolo non è qualcosa da prendere sotto gamba e proprio per questo è necessario fare molta pratica.
Una volta superato l’esame di teoria la scuola guida a cui ci siamo rivolti o la motorizzazione rilasciano un documento temporaneo, il foglio rosa, che permette a chi deve sostenere l’esame pratico di prendere dimestichezza con la guida (Articolo 122 del Codice della Strada).

Dove esercitarsi

Chi possiede il foglio rosa e si cimenta con le prime esperienze di guida dovrebbe preferire strade poco trafficate. L’articolo 122 del Codice della Strada obbliga il possessore del foglio rosa a effettuare con un istruttore almeno due ore di guida in autostrada per poter accedere all’esame di pratica per la patente B.
Durante la guida in autostrada però il limite di velocità per chi sta facendo pratica è di 100 km/h.

Come esercitarsi

Il candidato può mettersi al volante solamente se accompagnato da una persona con dieci o più anni di patente B alle spalle e con età inferiore ai 65 anni (60 anni nel caso il mezzo non abbia i doppi comandi a pedali).
Trasgredire questa norma comporta una sanzione amministrativa che va da 430 a 1.731 euro e questa multa viene fatta anche al passeggero.
Ma non solo, è prevista anche una sanzione accessoria che prevede il fermo amministrativo del mezzo per tre mesi.
Per poter circolare senza rischiare di incorrere in sanzioni, inoltre, si dovrà applicare sia sul lunotto posteriore che sul parabrezza del veicolo un cartello con la lettera P, lettera che indica all’esterno la condizione di “principiante”.

Chi si può trasportare con il foglio rosa

Durante la fase di pratica chi possiede il foglio rosa può trasportare più passeggeri, a patto che nel posto del passeggero anteriore vi sia sempre una persona con più di 10 anni di esperienza ed età inferiore ai 65 anni.
Questa possibilità viene però a mancare in caso di accesso a strade extraurbane principali o autostrade.
Per motivi di sicurezza inoltre non si possono trasportare passeggeri nelle ore notturne, e più nello specifico da mezz’ora dopo il tramonto fino a mezz’ora prima dell’alba.

Guida accompagnata: foglio rosa a 17 anni

L’articolo 115 del Codice introduce la possibilità, per chi ha già conseguito la patente A1, di prendere il foglio rosa a 17 anni.
Questa novità, conosciuta come Guida assistita, permette a chi non è ancora maggiorenne di iniziare ad esercitarsi con l’automobile, ma solo se soddisfatti alcuni requisiti particolari.
Innanzitutto, prima di poter sedersi alla guida, il minore deve seguire in una autoscuola un corso di guida di almeno dieci ore, di cui 4 ore di pratica passate in autostrada e due in condizioni di oscurità.
Il veicolo utilizzato non deve essere più pesante di 3,5 t e, come per il foglio rosa, la guida può essere effettuata solo con un passeggero con 10 anni di patente alle spalle.
In caso di mancato rispetto di una di queste condizioni sono previste sanzioni che vanno da 419 fino a 1682 euro e la revoca della guida accompagnata.

Il foglio rosa ha una validità di 6 mesi. In caso, non si riesca a superare la prova nell’arco dei 6 mesi, il foglio rosa può essere rinnovato.

Contattaci per avere informazioni su modalità d’esame.

In moto in due: fallo in sicurezza

Con l’arrivo della bella stagione è finalmente ora di tornare in sella alla nostra moto. E cosa c’è di meglio che condividere quest’esperienza con un compagno di viaggio?
Ecco alcune regole da seguire per farlo in totale sicurezza.

Dopo un 2020 passato in casa qualcosa sta cambiando, a breve potremo tornare on the road e goderci l’estate a bordo della nostra motocicletta!
Se decidi però di viaggiare in compagnia, (oltre al fatto di essere prudente), ci sono delle piccole accortezze da tenere a mente se non vuoi incorrere in errori.
Errori che possono mettere a repentaglio l’incolumità sia di te stesso che del passeggero.
Andiamo a vedere alcune regole fondamentali per viaggiare in due in maniera sicura.

Il passeggero giusto

Uno degli aspetti fondamentali da verificare prima di partire, anche se può sembrare apparentemente banale, è la fiducia che il passeggero ha nei confronti del pilota. Immagina di guidare una moto con dietro qualcuno che manifesta ansia, che sbraccia o che siede scomposto in preda al panico. Potrebbe comportare dei problemi di stabilità, vero? Per questo, il passeggero ideale è quello che siede tranquillo e che non si agita, permettendo così al pilota di guidare il veicolo in totale serenità.

Consigli di guida

Viaggiare in due presenta delle differenze sostanziali rispetto a una guida in solitaria ed è bene evitare di destabilizzare l’equilibrio del veicolo e rischiare di cadere.
Per prima cosa, citiamo i tempi di frenata. Determinare il corretto spazio di frenata non è mai semplice e, quando si è in due, il ciclomotore necessita di più tempo per frenare a causa del peso maggiore.
Il peso che la moto deve sopportare è un fattore fondamentale e influisce anche sui tempi di accelerazione: un carico maggiore infatti rende il veicolo più pesante e più lento nel prendere velocità.

Discorso a parte va fatto per quanto riguarda le curve, probabilmente l’aspetto più difficile da gestire per chi guida una moto con un passeggero a bordo.
Quando si è in coppia l’angolo con cui si affronta la curva deve tenere conto del baricentro diverso e il rischio maggiore è quello di piegare troppo il veicolo.
Inoltre, e questo è davvero molto importante, bisogna accertarsi che il passeggero segua correttamente l’andamento della moto.
Una persona inesperta infatti tende, quando la moto è piegata, a rimanere dritta col busto. Ti è mai capitato? Inutile dire quanto questo comportamento istintivo possa compromettere in maniera pericolosa il buon esito della manovra.

Un equipaggiamento adeguato

Riguardo l’equipaggiamento infine, oltre ovviamente alla dotazione standard di protezione che diamo per scontato (parliamo quindi di caschi omologati e indumenti protettivi quali ad esempio paraschiena o ginocchiere) è bene dotarsi di un interfono.
L’interfono è un dispositivo che consente al pilota di comunicare con il passeggero (e viceversa) ed è molto utile, soprattutto se usato durante un lungo viaggio.
I due possono conversare senza distrazioni e chi sta dietro ha la possibilità di manifestare eventuali bisogni al pilota.

Tenendo sempre a mente l’importanza di essere prudenti, attendiamo l’arrivo dell’estate.
Pronto a partire?

Iscrizione al registro ASI e auto storiche

Quando parliamo di auto storiche, non possiamo non parlare di ASI.
L’Automotoclub storico italiano è un ente morale di diritto privato nato nel 1966 ed è composto da 263 club federati e 38 aderenti.
L’ASI è in grado di raccogliere al suo interno migliaia di appassionati di auto d’epoca ed è la voce istituzionale del motorismo storico.

La Federazione si impegna a tutelare gli interessi e i valori della motorizzazione storica italiana, promuove la conservazione di qualsiasi veicolo storico, facendosi promotrice della cultura e delle tradizioni delle epoche passate.
Inoltre cura l’aggiornamento del Registro Nazionale dei Veicoli storici, rilascia certificati sull’autenticità del mezzo e organizza eventi.

Quando un’auto è storica


Per considerare un’auto storica conta sia l’anno di costruzione (non l’immatricolazione) sia l’iscrizione al registro dell’ASI.
L’ente ha la facoltà di respingere la domanda se ritiene che il veicolo non sia in buono stato.
Quindi un’auto è appellata come STORICA se:

  • sono passati almeno 20 anni dalla data di costruzione
  • carrozzeria, telaio e motore sono conformi all’originale
  • foto del veicolo ne attestano il buono stato di conservazione.

Vantaggi dell’iscrizione all’ASI

Gli iscritti all’ASI possono beneficiare di detrazioni fiscali  e facilitazioni alla circolazione dei veicoli storici.
Non pagano il bollo, i proprietari di veicoli che hanno più di 30 anni.
Per quanto riguarda l‘assicurazione, con l’Attestato di Storicità, si potrà usufruire di una classe di merito FISSA molto vantaggiosa.
Si consiglia di far controllare l’auto da un meccanico, per valutare l’istallazione delle cinture di sicurezza, e per la circolazione in zone a traffico limitato, è necessario verificare eventuali deroghe sui veicoli storici imposte dal proprio comune.
Possiedi un’auto da più di 20 anni, chiedici pure informazioni.

P come principiante: il contrassegno obbligatorio

Il Codice della Strada obbliga chi si “allena” a guidare, ma non è ancora patentato, a renderlo noto con la famosa P per principiante.

Il principiante alla guida è colui che sta portando avanti l’iter per ottenere la patente di guida.
L’articolo 122 del Codice della Strada, stabilisce che chi ha superato l’esame di teoria può ottenere il foglio rosa e praticare la guida in vista della prova pratica, purché a bordo sia presente una persona con la patente da almeno 10 anni e un’età inferiore a 65 anni.
Se il foglio rosa è il documento che attesta alle forze dell’ordine, in caso di fermo, che quella persona può essere alla guida anche se non ha ancora superato l’esame, la lettera P è uno strumento che avverte gli altri automobilisti della presenza di una persona non esperta alla guida.

Apporre la lettera P è obbligatorio e il contrassegno deve essere incollato al vetro dell’autovettura per tutto il tempo che ci si esercita con foglio rosa, cioè sei mesi.

P per principiante: come deve essere e dove metterla

Prima di tutto la lettera è la P maiuscola, di colore nero su fondo bianco retroriflettente (per essere visibile giorno e notte) e il foglio deve avere dimensioni precise.
Per la categoria M1 le misure sono le seguenti:
davanti – 12 x 15 cm
dietro – 30 x 30 cm
In caso di categorie M2, M3, N2 e N3, il cartello dovrà avere dimensioni 50 x 50 cm in entrambe le posizioni.

La regola prevede la dotazione di due contrassegni per principianti da posizionare nella parte anteriore e posteriore della macchina.
La lettera deve essere ben visibile agli altri automobilisti, tuttavia non deve creare problemi al conducente o al guidatore esperto al suo lato.
Di norma si utilizzano contrassegni adesivi, applicandoli sul parabrezza e sul lunotto in punti marginali del vetro dell’auto, ad esempio in basso a destra.

Dove trovare la P?

È possibile acquistare placche già pronte presso un negozio specializzato oppure online, altrimenti si può realizzare da soli con un po’ di fai da te. L’importante è verificare che il risultato sia in linea con le indicazioni del Codice della Strada, considerando tutti i requisiti previsti.
Il contrassegno non è necessario per le auto della scuola guida, le quali infatti possiedono già una serie di segnalazioni adeguate, ma soltanto per le macchine private. In assenza della lettera P si rischiano pesanti sanzioni, con una multa da 87 euro fino a un massimo di 345 euro.

Se vuoi sperimentare tutti i pericoli insiti nella guida, prenota i nostri corsi di guida sicura.





Il linguaggio segreto dei motociclisti

I motociclisti si capiscono, si salutano, sembrano appartenere alla stessa famiglia, e non potendo usare la mimica facciale con il casco o la voce a causa della velocità, il loro linguaggio è fatto di segni e gesti universalmente compresi.

I 7 segni del linguaggio dei motociclisti

il saluto: quando due motociclisti si incontrano per strada, è buona abitudine salutare mostrando il dito indice o l’indice e il medio messi a V.
Il saluto è importante anche durante un sorpasso, basterà allargare il piede destro come segno di riconoscimento, in accelerazione, questo segnale, permette di non lasciare il manubrio;
segnalare un ostacolo in arrivo: muovere il palmo della mano sinistra aperto dall’alto verso il basso, come se si stesse giocando una partita di basket, è il modo per indicare un pericolo e quindi invitare l’altro a rallentare o stare attento;
il lampeggio: usato anche dagli automobilisti per avvertire la vicinanza a un posto di blocco.
invitare chi segue a sorpassare: alzare la mano sinistra a mò di vigile, invita il conducente del veicolo che segue, ma non sorpassa, a farlo. Chi l’ha detto che il motociclista va sempre di fretta!
mettere le frecce: per indicare un cambio di direzione a sinistra e soprattutto a destra, il braccio destro è a angolo retto dietro la schiena.
SOS benzina: il pollice verso il serbatoio segnalerà il bisogno di trovare al più presto una stazione di servizio;
avvertire l’altro di un problema con le luci: in tal caso bisogna aprire e chiudere la mano ritmicamente, simulando la rottura.

Utilizzare un linguaggio “segreto” e condiviso fa sentire il motociclista al sicuro, capito da tutti coloro che condividono la sua stessa passione per le due ruote.
Sei un appassionato di viaggi in moto da sempre, hai bisogno della patente giusta!

Limiti di velocità consentiti

In Italia i limiti massimi consentiti dal Codice della strada (art.142) cambiano a seconda della classificazione tecnica della strada e della tipologia di veicolo.
È obbligatorio rispettarli per non incorrere in multe e sanzioni.
Le autovetture, ovvero tutti i veicoli adibiti al trasporto di persone con un numero totale di posti fino a 9 compreso il conducente, devono rispettare i seguenti limiti:
50 km/h per le strade urbane (centro abitato)
90 km/h per le strade extraurbane secondarie (strade statali)
110 km/h per strade extraurbane principali (superstrade e tangenziali)
130 km/h per le autostrade

Le limitazioni variano in presenza di determinate segnalazioni, per esempio in prossimità di scuole o tempo atmosferico avverso.
Infatti sulle strade extraurbane principali in caso di pioggia o neve la velocità massima si riduce a 90 km/h mentre in autostrada scende a 110 km/h.

Neopatentati: limiti di velocità

Il neopatentato è colui che ha conseguito la patente di guida da meno di tre anni, per questo i limiti di velocità previsti sono più bassi rispetto ai soggetti in possesso del documento da più anni.
Il Codice della Strada prevede che i neopatentati non possono andare oltre i 100 km/h in autostrada e oltre i 90 km/h sulle strade extraurbane principali, questo per i primi tre anni dalla data di conseguimento della patente B.
Se commettono infrazioni che comportano la decurtazione, a loro saranno sottratti il doppio dei punti.

Multe per eccesso di velocità

In caso di notifica del verbale di constatazione per aver superato i limiti di velocità imposti, è necessario pagare una multa. Inoltre, il rischio è la decurtazione dei punti sulla patente.
Chi non rispetta i limiti minimi di velocità, commettendo un eccesso non oltre 10 km/h, è soggetto a una sanzione amministrativa (da euro 41 a 168). A chi supera il limite di velocità per oltre 10 km/h e non oltre i 40 km/h, è richiesto il pagamento di una multa con importo variabile da 168 a 674 euro e una possibile decurtazione 3 punti patente.
Superando di oltre 40 km/h, ma non oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità, la sanzione diventa davvero pesante: da 527 a 2.108 euro, con decurtazione 6 punti patente. Inoltre, è prevista la sanzione accessoria della sospensione della patente da uno a tre mesi.
Infine, chiunque superi di oltre 60 km/h i limiti massimi di velocità è soggetto a sanzioni fino a 3.287 euro, con sospensione patente da sei a dodici mesi. I punti da recuperare in tal caso sono 10.

La conoscenza dei limiti di velocità ti sarà utile anche per prepararti ai quiz per la patente, poiché non di rado sono presenti domande su questo argomento. Esercitati presso una scuola guida autorizzata.

Senso di marcia: destra o sinistra?

A piedi, in bicicletta o in automobile. Da sempre siamo stati abituati a tenere il senso di marcia a destra e ormai lo consideriamo normale e scontato. Attualmente quasi la totalità degli stati mondiali utilizza questa convenzione e, di fronte alle rare eccezioni come quelle relative ai paesi anglosassoni, ci si può sentire spiazzati.

In Europa e in Italia: storia del senso di marcia

Nel Medioevo, ad esempio, i cavalieri portano la spada sul fianco sinistro e per farle scontrare tra loro tengono la sinistra. Stesso discorso per le giostre a cavallo: impugnando la spada con la mano destra i cavalieri devono combattere tenendo la sinistra.
Il primo documento ufficiale riguardante quest’argomento si ha con Papa Bonifacio VIII, in occasione del Giubileo del 1300. In previsione dei tantissimi visitatori, il Papa decide di regolamentare la viabilità per raggiungere Roma e per transitarvi, adottando la sinistra come senso di marcia ufficiale.
Andando avanti nel tempo arriviamo al 1722 in Gran Bretagna, dove il sindaco di Londra tenta di gestire il traffico intenso imponendo la sinistra come senso di marcia.
Il decreto acquista enorme valore storico, poiché è qui che ha l’origine la regola inglese di guidare tenendo la sinistra.

Tornando all’Europa continentale, il dictat di Bonifacio VIII, è messo in discussione da Robespierre.
Infatti, durante la rivoluzione francese, proprio come presa di posizione da questa abitudine considerata cristiana, è stata imposta la guida a destra.

Dalla destra politica alla destra in automobile

Rapidamente questa nuovo senso di marcia si diffonde in tutti i territori conquistati, anche se in Italia fino al 1923 le automobili circolano sia a sinistra che a destra.
Il Regio decreto 28 luglio 1901, n. 416 conferma il diritto di ogni provincia di redigere il proprio codice stradale, imporre o abrogare i limiti di velocità e scegliere la direzione di marcia dei veicoli.
Ogni provincia quindi ha il diritto di scegliere la direzione di marcia: a Roma e Milano ad esempio la sinistra, mentre in città come Brescia il senso di marcia è quello a destra.

All’inizio, visto il traffico esiguo, non ci sono grossi problemi, ma con l’aumento considerevole delle automobili in circolazione, le conseguenze di questo decreto sono disastrose.
Bisogna uniformare il senso di marcia!
Mussolini, con un decreto del 12 dicembre 1923, impone “la mano destra unica”.
Da quel momento in poi la guida a destra diviene obbligatoria in tutto il territorio nazionale, le città hanno due anni di tempo per sistemare la nuova segnaletica e riadattare le tramvie.
E anche in questo caso, le tempistiche non sono state uniformi. A Roma il cambio di senso di marcia ufficiale avviene il 20 ottobre 1924, mentre Milano è l’ultima città in Italia ad adeguarsi, il 3 agosto 1926.

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